Nanni Balestrini

Nanni Balestrini - Scrittore e poeta italiano, artista visivo e fondatore del gruppo “Potere Operaio”, nato a Milano il 2 luglio 1935.

L’attività letteraria di Nanni Balestrini prende il via nei primi anni ’50, quando pubblica le sue prime poesie e diventa anche redattore per alcune riviste, fra cui “Il Gesto” e “Azhimut”. Nel 1960 l’approdo alla casa editrice Bompiani, dove ha modo di compiere l’atteso salto di qualità che lo porta a pubblicare la sua prima raccolta completa di poesie, “Il sasso appeso”. Prende parte al gruppo poetico dei “Novissimi” nel 1961, di cui cura insieme ad Alfredo Giuliani l’antologia poetica, inserendo i suoi componimenti fra quelli di autori del calibro di Edoardo Sanguineti e Antonio Porta. Posto in netta antitesi con il Neorealismo, il movimento dei “Novissimi” rappresenta il livello embrionale di quella che diventerà poi la Neoavanguardia, dedicandosi a nuovi autori che mettono al centro della loro opera la poetica dell’oggetto. Sperimentatore e avanguardista, Balestrini fa il suo ingresso presso la casa editrice Feltrinelli nel 1961, con la quale due anni dopo pubblica una raccolta di poesie giovanili, composte fin dal 1955, intitolata “Come si agisce”, mentre porta avanti in parallelo un lavoro di scrittura di sceneggiature teatrali e balletti. Il 1961 è anche l’anno in cui compone la prima poesia scritta al computer. Ancora, nel 1963 sarà lui a occuparsi dell’organizzazione del primo Convegno del “Gruppo 63”, in ottobre, all’Hotel Zagarella di Palermo. A questo movimento avanguardista parteciperanno narratori, poeti e critici d’arte, che si allargheranno poi anche al mondo dell’editoria, dell’architettura e della musica, e Balestrini ne farà parte insieme a personaggi come Umberto Eco, Giuseppe Pontiggia, Inge Feltrinelli. Il ’63 è dunque l’anno che segna la nascita ufficiale della Neoavanguardia in campo letterario, parallelamente alle prime esposizioni artistiche di genere fra Milano e Padova curate da Balestrini. L’anno seguente uscirà, sempre per Feltrinelli, l’”Antologia 63”, finalizzata a raccogliere tutte le esperienze artistiche del periodo, ancora una volta curata dall’autore, mentre a Reggio Emilia si tiene il secondo convegno dedicato al futuro della Neoavanguardia. L’anno successivo la Feltrinelli deciderà di nominarlo responsabile per la sede romana, mentre continua a pubblicare poesie e mettere in scena pieces teatrali.

L’esordio come narratore è nel 1966, quando esce il suo primo romanzo, “Tristano”, che ottiene un successo notevole. Sarà poi il 1968 a consegnarlo alle memorie della Sinistra, quando si lascia coinvolgere nel movimento giovanile il cui carattere rivoluzionario influenzerà da questo momento in poi tutta la sua produzione letteraria. Apripista in questo senso è la raccolta poetica “Ma noi facciamone un’altra”, sempre edita da Feltrinelli, in cui il lavoro sperimentale si incontra con le tendenze della rivolta studentesca e le sue parole d’ordine. Lanciandosi anche nel settore delle arti visive, espone a Roma la sua prima mostra dal titolo “I muri della Sorbona”, sugli eventi del Maggio Parigino. Il 1969 è l’anno dell’incontro con Toni Negri e Oreste Scalzone, con i quali decide di fondare il gruppo di sinistra extraparlamentare “Potere Operaio”. Comincia inoltre la pubblicazione della rivista politica “Compagni”. Il lavoro di Balestrini prende a questo punto la sua caratterizzazione politica definitiva, e nel 1971 esce una delle sue opere più famose, “Vogliamo tutto”, romanzo che si affermerà rapidamente come manifesto della sinistra e si farà slogan destinato a rimanere nella storia del movimento.

L’anno successivo, sull’onda del successo ottenuto con il romanzo politico, organizza il convegno “Prendiamoci tutto”, che ottiene una vastissima partecipazione di pubblico militante. È l’anno che segna anche il suo addio alla storica casa editrice, che decide di lasciare in seguito alla morte improvvisa e drammatica di Gian Giacomo Feltrinelli. Il 1973 vede la sua apparizione in Rai, per la quale si occupa di due radiodrammi, “Deposizione” e “Parma 1922”. Segue inoltre alcune sceneggiature cinematografiche, tra cui quella per il film di Dario Argento, “Le 5 giornate di Milano”.
Nello stesso periodo “Potere Operaio” decide per la fusione con altre organizzazioni di sinistra radicale dando vita ad “Autonomia Operaia”, alla quale Balestrini aderisce.
Dal punto di vista della produzione poetica, l’anno fondamentale è il 1974, quando inizia a comporre i versi de “Le ballate della signorina Richmond”, opera che sarà pubblicata a puntate e con cadenza mensile durante tutto il ’76 sulla storica rivista “Linus”, e l’anno successivo come opera completa con le illustrazioni di Gianfranco Barucchello. Intanto, fonda la casa editrice “Ar&a” nel 1975, che sarà chiusa per ordine della magistratura durante la forte campagna repressiva della sinistra extraparlamentare seguita dopo l’omicidio del presidente della Dc Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse. Il 1979 è ancora un anno denso di lavoro per Balestrini, che mette in scena “Milleuna”, esperimento di danza e poesia in collaborazione con il musicista Demetrio Stratos, e la creazione della rivista “Alfabeta” cui prenderanno parte, tra gli altri, Umberto Eco, Mario Spinella, Paolo Volponi e Maria Corti. Ideata per stimolare nuove riflessioni sulla politica a sinistra, la rivista si presenterà come raccolta di recensioni culturali, artistiche e ideologicamente orientate.

Ma il ’79 è anche l’anno che lo vede incriminato per associazione sovversiva e banda armata, accusato di aver preso parte a 19 omicidi, tra cui quello dell’onorevole Moro. Come molti altri intellettuali italiani dell’epoca, parte per la Francia e si rifugia a Parigi per sfuggire al mandato di cattura, dove trova lavoro come consulente per la casa editrice Gallimard. Nel 1981 si trasferisce in Provenza dove fonda un’altra casa editrice, Les Editions Maniche. Durante tutto il periodo dell’esilio francese esporrà le sue opere visive nelle maggiori gallerie d’arte di Parigi e Marsiglia. Continua inoltre a pubblicare riviste politiche e saggi di poesia. Nel 1984 arriva l’assoluzione dall’accusa di terrorismo, ed è libero di tornare in Italia. Dopo un breve periodo in patria decide però di stabilirsi definitivamente a Parigi, dove lavora ancora come consulente per importanti case editrici. Nel 1987 è la Bompiani a pubblicare un altro romanzo destinato ad avere un enorme successo: si trata de “Gli invisibili”, che racconta la storia di alcuni terroristi in carcere sul quale il regista Pasquale Squitieri girerà l’omonimo film due anni dopo. Balestrini prosegue con la pubblicazione di importanti raccolte poetiche, fino a quando esce, nel 1988, il grande romanzo enciclopedico “L’Orda d’oro”, scritto a quattro mani con Primo Moroni. L’esaustiva raccolta è un saggio dettagliato su dieci anni di storia italiana, dalle rivolte operaie degli ultimi anni ’50 fino agli anni di piombo. Il materiale per la sua realizzazione sarà raccolto anche con la collaborazione di personaggi simbolo del movimento di contestazione, come Franco Berardi Bifo e Franca Chiaromonte. Nel 1989 esce per Bompiani, il suo romanzo “L’Editore”, sulla storia di Gian Giacomo Feltrinelli, e fino al ’91 organizzerà esposizioni d’arte fra Berlino, Venezia, New York e Milano.

Per il trentesimo anniversario della nascita della Neoavanguardia, nel 1993, Balestrini organizza convegni a Reggio Emilia e Praga, mentre continua a esporre opere fra la Biennale di Venezia e le più note gallerie francesi. Continua la sua produzione letteraria in ambito narrativo e teatrale, e nel 1995 collabora con la Rai, per la quale realizza un documentario sul gruppo rap di sinistra “Assalti frontali”, mentre l’anno successivo riceve il titolo di “Chevalier dans l’ordre des arts e des lettres” a Parigi, per l’impegno nell’allestimento di numerosissime mostre d’arte. Il ’97 è l’anno che lo vede collaborare con il canale Raisat, per il quale ideerà “Raisat zoom”, programma culturale su internet, mentre diventa coordinatore dell’Istituto Internazionale per l’Opera e la Poesia dell’Unesco. Nel 2001 promuove il Festival di poesia italiana a Tokio e porta anche avanti esposizioni artistiche e messe in scena teatrali. Negli ultimi anni ha collaborato, insieme ad altri autori, alla stesura del libro “In ordine pubblico”, uscito in allegato con Il Manifesto, L’Unità e Liberazione, per il quale si è occupato della vicenda del giovane anarchico Franco Serrantini. Nel maggio 2003 ha contribuito a organizzare il convegno per il quarantennale del “Gruppo 63”. L’anno seguente ha pubblicato per Einaudi il romanzo “Sandokan, storia di camorra”, e alcune delle sue opere più importanti sono state tradotte nelle principali lingue straniere. Instancabile sperimentatore e avanguardista, ha realizzato l’ultimo di infiniti lavori nel 2007, quando ha pubblicato per la casa editrice Derive Approdi i romanzi “Milleuna, parole per musica” e “Tristano, romanzo multiplo”.

Hanno detto di lui:
“Mi ricordo Balestrini che leggeva le 'Ballate della Signorina Richmond' sul palcoscenico del teatro di Piacenza con accompagnamento di chitarra, mentre in platea si riunivano i vari collettivi e i rappresentanti della letteratura 'alternativa' oltre ai primi gruppi bolognesi del rock italiano, gli Skiantos di Freak Antony. Balestrini li richiamava allora tutti a sé, perché anche per questi gruppi egli era la coscienza nuova” (Maria Corti).

Ultimo aggiornamento ( venerdì 23 gennaio 2009 )

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