- Scacchi Arcangelo

Scacchi Arcangelo - Nacque a Gravina il 1810. Iniziò gli studi nel seminario di Gravina e poi continuò a bari; nel 1830 si laureò in medicina a Napoli.

Nel frattempo si dedicava con successo agli studi di scienze naturali.

Nel 1842 fu nominato professore di mineralogia e poi di geologia; fu anche direttore del Museo Nazionale dell’Università di Napoli, preside della Facoltà di Scienze, rettore magnifico della stessa università di Napoli.

Non si occupò mai di politica, tuttavia per i suoi meriti di scienziato, appena le provincie meridionali entrarono a far parte del Regno d’Italia (con regio decreto del 20 Gennaio 1861) fu nominato senatore.

Durante la sua vita pubblicò molte opere scientifiche, frutto dei suoi studi e ricerche. Con la pubblicazione della “Lettera al sig. D.Carlo Tarantino sui vari testacei Napoletani” meritò il primo riconoscimento internazionale da parte della “Società Cesarea dei Naturalisti” di Mosca e la nomina di socio della”società Economica della provincia di Bari”.

Il 1838 la “Regia Accademia della Scienza” gli affidò uno studio-ricerca di geologia a cui affiancò lo studio dei fossili dei quali raccolse una collezione dal sottosuolo napoletano che fu regalata al duca di Trapani.

Scrisse in collaborazione del prof. Raffaele Pizia un’antologia di “Scienze Naturali”, a quest’opera ne seguirono molte altre che lo portano all’attenzione del mondo scientifico e culturale del suo tempo sia in Italia che all’estero.

La città di Atene lo volle onorare sin da vivo con un mezzo busto di marmo simile a quello dedicatogli dalla città di Gravina nel 1899, dopo la morte.

Nel febbraio del 1892, per il cinquantesimo anniversario d’insegnamento, Gravina, lo festeggiò apponendo una lapide alla casa dove nacque, per volontà di un comitato di cui fu eletto presidente l’on. Pasquale Calderoni Martini.

Fra tanti onori e allori per se e per la sua città si spense a Napoi nel 1893, lasciandoci in eredità i libri della sua biblioteca ed il piccolo museo di fossili e minerali che andarono alla Finia e alla Scuola a lui intitolata.

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