Pino Pascali

Fin dagli anni dell’Accademia di Belle Arti, a Roma, sotto la guida di Toti Scialoya, Pascali studia Pollock, Gorky, De Kooning i padri dell’espressionismo astratto americano. L’energia vitale, il ritmo caotico e privo di forma ragionata attraggono il giovane studente, specie il dripping di Pollock segna una linea di confine netto con la figurazione, che però Pascali non abbandonerà mai.

Affascinato dall’uso di materiali inconsueti come il bitume, le latte, il cuoio, il metallo, sperimenta le mescolanze del petrolio e polveri varie, dipingendo su lastre di lamiera di zinco, legno, metallo.

Di questo periodo, tra il 1956 e il 1960 sono: Pannello con fucili e pistole; Pannello con fucili; Pistole, e alcuni quadri su legno che hanno per soggetto Le navi, grande appassionato di modellismo, e ottimo disegnatore e sperimentatore di nuovi materiali, il ciclo delle Navi ebbe successo e una discreta richiesta commerciale.

Ancora tra il ‘64 e il ’65 Pascali realizza con la stessa tecnica materica (lamiere, catrame, polveri, metalli punzonati) il Treno (coll. Priv. Triggiano, Bari), Guerrieri (coll. Privata, Bologna), Nave (coll. privata Bari) ed ancora altre opere che hanno come con soggetto le navi.

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