Sandro Bondi


Sandro Bondi - Fivizzano, 14 maggio 1959 - è un politico italiano, esponente del Popolo della Libertà.

Dall'8 maggio 2008 ricopre la carica di Ministro dei Beni e delle Attività Culturali nel Governo Berlusconi IV.

Studi e attività nel Partito Comunista Italiano

Unico figlio di Renzo Bondi, operaio di idee socialiste, e di Maria Bertoli, emigra con la famiglia in Svizzera, dove trascorre l'infanzia e frequenta le prime scuole a Losanna. Tornato in Italia nel 1970, continua gli studi al Liceo scientifico di Villafranca. Entra giovanissimo nella Federazione Giovanile Comunista Italiana, della quale diventa presto segretario della Lunigiana. Nel 1984 si laurea in Filosofia presso l'Università di Pisa con una tesi su frate Leonardo Valazzana, anch'egli nato a Fivizzano, predicatore agostiniano avversario di Girolamo Savonarola (il testo, successivamente rielaborato e integrato, è stato poi dato alle stampe sotto forma di saggio nel 2001).

Cattolico democratico, svolge presso l'Università di Firenze l'attività di ricercatore, milita nel PCI e intanto lavora come assicuratore per la Unipol.

Dal 1987 collabora per circa due anni con la testata Il Tirreno.

Sindaco comunista di Fivizzano (1990-1992)

Nel 1990 viene eletto sindaco di Fivizzano nelle liste del PCI, ma nel 1992 la giunta comunale da lui guidata viene rovesciata dai socialisti locali, in associazione con la Democrazia Cristiana. Già allora gli attivisti lo paragonano scherzosamente a un ravanello: cioè rosso fuori e bianco dentro. In seguito lascia il PCI.

Carriera politica in Forza Italia

Attraverso lo scultore Pietro Cascella, che sta lavorando ad Arcore per la cappella funeraria di Villa Berlusconi, nel 1994 conosce Silvio Berlusconi, che gli affida dapprima la direzione del Dipartimento beni culturali del Centro studi di Forza Italia. Successivamente Bondi viene incaricato di curare la corrispondenza personale di Berlusconi, di cui diviene in breve tempo segretario particolare e collaboratore fidato, tanto da ricevere il compito, in occasione della campagna elettorale del 2001, di coordinare la stesura di Una storia italiana, un libro fotografico sulla vita pubblica e privata di Berlusconi spedito, come mezzo di propaganda elettorale in vista delle successive elezioni, a tutte le famiglie italiane.

Bondi ricambia la fiducia accordatagli dal Cavaliere diventandone negli anni uno dei maggiori sostenitori, esternandogli pubblicamente in più occasioni la propria devozione e fedeltà, anche tramite poesie che ha talvolta letto in alcuni programmi televisivi, tanto da essere stato spesso bersaglio di critiche o battute ironiche.

Nel 2001 è eletto alla Camera dei Deputati nelle liste di Forza Italia nella III circoscrizione (Lombardia 1) ed entra nella Commissione affari costituzionali della Camera. Dal 2002 è portavoce di Forza Italia.

Nella campagna elettorale per le elezioni regionali del 2005 si occupa della comunicazione del partito e nello stesso anno viene nominato coordinatore del movimento forzista.

Alle elezioni politiche del 2006 riceve un nuovo mandato parlamentare alla Camera, risultando eletto nella circoscrizione XX (Campania 2). Collabora intanto al settimanale Vanity Fair con una rubrica di poesie.

Alle elezioni del 2008 è candidato al Senato della Repubblica nella regione Toscana nelle liste del Popolo della Libertà, nonché candidato del centrodestra alla carica di presidente della Provincia di Massa Carrara. Viene eletto al Senato, mentre per la presidenza della provincia accede al ballottaggio col presidente uscente (sostenuto dal Partito Democratico) Osvaldo Angeli, che vince con il 55.4% dei voti, contro il 46% di suffragi raccolti da Bondi.

Nel Popolo della Libertà

Dopo il congresso fondativo de Il Popolo della Libertà, ne viene nominato coordinatore nazionale assieme a Ignazio La Russa e Denis Verdini.
Ministro per i Beni e le Attività Culturali (2008)

Nel 2008 è nominato Ministro per i Beni e le Attività Culturali del Governo Berlusconi IV, lasciando la carica di coordinatore nazionale di Forza Italia a Denis Verdini.

La riforma del MiBAC

Nel novembre 2008 Bondi ha lanciato una riforma dell'organizzazione interna del Ministero, inserendo una figura manageriale a capo della Direzione generale per i Musei, le Gallerie e la Valorizzazione (dizione poi modificata in Direzione generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale), identificata in Mario Resca, ex amministratore delegato di McDonald's, già consulente per gestione e sviluppo dei musei italiani. In un primo momento, il nome che era stato fatto per lo stesso incarico era quello di Antonio Paolucci, ex sovrintendente ai Beni Culturali della Regione Veneto, poi Sovrintendente del Polo Museale Fiorentino ed infine designato dalla Santa Sede come direttore dei Musei Vaticani.

Contro la riforma e la nomina di Resca si è espresso il 18 novembre 2008, all'unanimità, il Consiglio superiore dei beni culturali, presieduto da Salvatore Settis, in quanto il nuovo ruolo avrebbe assommato competenze relative alla valorizzazione e alla tutela che finivano per accavallarsi con le responsabilità dei sovrintendenti, fino al campo della tutela con il diritto di decidere sul prestito delle opere e con la supervisione sui poli museali di Roma, Napoli, Firenze e Venezia.

Bondi ha in seguito modificato il regolamento del MiBAC, approvato dal consiglio dei ministri del 23 dicembre 2008, eliminando ogni riferimento ai musei. Resca avrà dunque il compito di occuparsi di tutti i luoghi e gli istituti pubblici di cultura (musei, biblioteche, archivi, aree e parchi archeologici, complessi monumentali), con la responsabilità della promozione del patrimonio in Italia e all’estero. Il testo definitivo precisa meglio, inoltre, le responsabilità del manager, per minimizzare eventuali conflitti di competenze, ed evidenziando la separazione tra valorizzazione e tutela. Il testo riformulato è stato approvato dal Consiglio superiore dei beni culturali il 4 dicembre 2008, con 8 si e 3 no.

Lo scontro con il Consiglio superiore dei beni culturali

Nella sua azione di ministro, Bondi si è più volte scontrato con il Consiglio superiore dei beni culturali e con il suo presidente, Salvatore Settis, non solo relativamente alla nomina di Resca.

Nel luglio 2008, Settis aveva denunciato il taglio di oltre un miliardo di euro dai già magri bilanci del ministero.

Sempre nel 2008, Settis e il Consiglio superiore si erano opposti alla decisione di prestare dei disegni leonardeschi ad un museo del Nevada, come richiesto da Alain Elkann, consulente di Bondi, pur contro il parere della direttrice della Biblioteca reale di Torino, custode delle opere.

Settis si è opposto anche al commissariamento dell'area archeologica romana (affidata a Guido Bertolaso), in compagnia dei funzionari delle soprintendenze di Roma e di Ostia e di quattromila fra professori universitari e studiosi italiani e stranieri. Secondo Settis, ciò mirava allo svuotamento di poteri delle soprintendenze, ottenuto anche tramite mancate assunzioni e minacce di trasferimenti. In seguito, anche l'area di Pompei è stata commissariata da Bondi ed affidata a Renato Profili che tuttavia, senza fondi propri, attinge a quelli della Soprintendenza.

Il dissidio si è concluso con le dimissioni di Settis e di altri membri del Consiglio superiore, nel febbraio 2009.

Controversie

Nel giugno 2009 è autore di un attacco frontale al quotidiano "La Repubblica", e più estesamente al ruolo dei media cartacei che criticano duramente il governo Berlusconi, pubblicato sotto forma di lettera sulle pagine del quotidiano "Il Giornale".

Nel novembre 2009 ottiene di viaggiare su un treno Freccia Rossa assieme al suo cane di grossa taglia, per recarsi alle registrazioni di Porta a Porta, nonostante il divieto da parte dei regolamenti di Trenitalia. La vicenda suscita un'interrogazione parlamentare«éì». Bondi ha replicato di aver agito in buona fede, non conoscendo il divieto«».

Nel dicembre 2009 firma un decreto che estende le tasse sulle memorie e sui prodotti elettronici a favore della SIAE, con livelli di tassazione superiori rispetto agli altri paesi europei.

Vita familiare

Nel 1993 ritrova una sua ex compagna di liceo, Gabriella Podestà, che sposa due anni dopo e dalla quale ha un figlio, Francesco, nato nel 1998.

Bondi e Podesta si sono lasciati de facto nel 2008, e Bondi è andato a convivere con Manuela Repetti, immobiliarista e figlia di un costruttore di Novi Ligure, parlamentare del Pdl dallo stesso anno.

Nel 2009 ha ufficializzato la separazione da Podestà. In tale occasione ha ricevuto critiche per via dell'enfasi politica sui valori della famiglia e della partecipazione al Family Day.

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