Giulio Cesare Vanini

Nato a Taurisano, nel 1585, da Giovan Battista e da Beatrice Lopez de Noguera, dopo aver compiuto gli studi in provincia si trasferì a Napoli, dove conseguì la laurea in "utroque iure". Entrato nell'ordine carmelitano col nome di fra' Gabriele, si trasferì a Padova, dove ebbe contatti con il gruppo di Paolo Sarpi, cominciando a distinguersi per un atteggiamento critico verso l'ortodossia cattolica e per la controversia religiosa antipapale. Per questi motivi dovette fuggire in Inghilterra, dove abiurò alla fede cattolica, ma dopo un periodo di circa due anni fu preso da ripensamenti e cercò di riannodare i contatti con la Chiesa di Roma.

Scoperto, fu rinchiuso in una prigione nella Torre del Palazzo di Lambeth, ma riuscì ugualmente a fuggire, grazie all'aiuto di esponenti dell'ambasciatore spagnolo a Londra. Preoccupato della intransigenza dei Tribunali dell'Inquisizione e non sicuro di ricevere il desiderato "perdono", riparò in Francia, prima a Lione, dove pubblicò l' "Amphitheatrum aeternae Providentiae" (1615) e successivamente a Parigi, dove pubblicò l'altra sua opera "De Admirandis Naturae ... Arcanis" e cercò di entrare in contatto con personalità e ambienti prestigiosi, facendosi, peraltro, apprezzare per la sua vasta cultura e la capacità dialettica, con idee, però, non sempre adeguate alla morale di quel periodo. Infatti, le teorie esposte da Vanini nelle sue opere lo fecero guardare con sospetto e lo costrinsero a vivere isolato e nascosto. In questa condizione egli si trovava quando nel 1618 arrivò a Tolosa, dove le autorità locali lo fecero arrestare (2 agosto). Il lungo e stressante processo contro di lui, accusato di ateismo e di bestemmie contro il nome di Dio, si concluse il 9 febbraio 1619 con la condanna ad essere arso vivo sul rogo; una sentenza spietata ed atroce che il boia eseguì dopo avergli strappato la lingua.

Dal punto di vista del pensiero G. C. Vanini viene inserito nel filone filosofico del libertinisme erudit: il suo orientamento si indirizza verso il naturalismo e lo sperimentalismo, con forte inclinazione per l'indagine sui fenomeni naturali, ritenendo che tutto deve essere sottoposto al vaglio critico della ragione. Trascurato nei secoli successivi, la sua personalità e la sua opera sono state ultimamente ampiamente e meritamente rivalutate, grazie alle iniziative dell'Università degli Studi di Lecce, del Comune e del Centro Studi "G. C. Vanini" di Taurisano, con il contributo di studiosi locali, nazionali e stranieri.

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